Condominio, la Cassazione chiarisce: “L’amministratore ha l’obbligo di rivelare i nomi dei morosi”
I giudici dell’Alta Corte hanno così stabilito che prevale la trasparenza sulla privacy, garantendo ai proprietari il controllo sulla situazione finanziaria del palazzo

Roma, 21 aprile 2026 - Con l’ordinanza n. 7823 del 31 marzo 2026, la Corte di Cassazione ha messo fine ha uno dei punti più dibattuti nelle discussioni di condominio: l’amministratore ha l’obbligo di rendere pubblici i nomi dei condomini morosi e l’entità del loro debito nella gestione comune, se richiesto dagli altri proprietari.
La Corte ha così sancito che prevale la trasparenza sulla privacy, garantendo ai condomini il controllo sulla situazione finanziaria del palazzo. L’ordinanza è entrata in vigore ieri, 20 aprile.
Un chiarimento anche per quegli amministratori che per anni si sono rifiutati di rendere noti i nomi dei debitori giustificandosi con la privacy. Inoltre lo può fare anche senza l’autorizzazione dei diretti interessati. Infatti l’ordinanza della Suprema Corte stabilisce che il diritto alla privacy deve essere bilanciato con la trasparenza della gestione finanziaria del condominio.
Per i giudici dell’Alta Corte il proprietario ha un interesse legittimo a verificare le spese e gli eventuali ammanchi dovuti alla morosità di alcuni condomini. Inoltre il proprietario ha anche il diritto di consultazione dell’Anagrafe condominiale, dove vengono registrati i proprietari e i loro eventuali debiti verso il condominio. L’amministrazione può anche opporsi ma deve motivare il negato accesso, ad esempio se le informazioni, comunque coperte da privacy sugli altri condomini, rischino di finire in mani esterne al condominio. Proprio per questo l’amministratore non potrà comunicare l’identità dei debitori e la morosità esponendoli in una bacheca condominiale o in spazi comuni.
Riferimento: https://www.quotidiano.net/economia/condominio-cassazione-obbligo-nomi-condomini-morosi-ceblo2tt



